Prima la visita, poi la proposta.
La visita di medicina estetica rappresenta un’evoluzione della classica visita internistica. Ha come obiettivi la valutazione dell’età biologica, la prevenzione dei disturbi legati all’invecchiamento e il miglioramento delle capacità psicofisiche.
Prima la prevenzione, poi la correzione
La medicina estetica si occupa di costruire e ricostruire l’equilibrio psicofisico individuale. Interviene nella prevenzione e nella correzione degli inestetismi che, nel tempo, possono portare a disturbi patologici o psicofisici.
Nella fase preventiva il medico insegna al paziente a conoscere le caratteristiche ereditate del proprio organismo e a prendersene cura con l’alimentazione, l’attività fisica, l’equilibrio psicologico e la cura della pelle.
Nella fase correttiva il programma si basa esclusivamente su metodi e tecniche riconosciuti: medici, chirurgici, chinesiterapici, termali e cosmetici.
La visita dura circa un’ora e comprende l’esame del corpo e del viso.
Esame del corpo
L’approccio diagnostico unisce metodi classici e mirati:
Anamnesi
Anamnesi tradizionale e mirata di medicina estetica.
Esame obiettivo
La classica visita del paziente.
Valutazione psicologica
Brevi test inseriti nel colloquio, per un quadro complessivo dello stato psicologico.
Morfoantropometria
Peso passato e attuale, peso ideale, massa magra e acqua corporea totale, misurati con plicometria e impedenziometria. Su questa base si pianificano alimentazione e trattamenti locali.
Valutazione posturale
Individuazione degli squilibri posturali in statica e in dinamica, con osservazione diretta e podoscopio.
Capacità fisica
Misurazione del consumo di ossigeno, della forza e della flessibilità articolare con goniometro.
Valutazione angiologica
Esame dei vasi sanguigni con sonda Doppler.
Ecografia
Esame ecografico quando necessario.
Esame della pelle del viso
Prevenire e monitorare l’invecchiamento cutaneo è importante per il benessere psicologico e fisico a ogni età. Negli anni Settanta Carlo Alberto Bartoletti (Roma) e Gaston Ramette (Parigi) definirono una metodologia di valutazione della pelle: conoscerne le difese e determinarne il biotipo, per esempio pelle grassa, secca o sensibile.
L’esame inizia con l’anamnesi: stile di vita, patologie cutanee, farmaci, sensazioni soggettive della pelle. Segue l’ispezione a occhio nudo, con luce fredda e con lampada di Wood, che rivela comedoni, iperpigmentazioni invisibili a occhio nudo e desquamazione. La palpazione valuta levigatezza, untuosità, ruvidità, spessore ed elasticità. Per le lesioni pigmentate si ricorre alla dermatoscopia, una tecnica non invasiva.
Il risultato è un consiglio personalizzato per la cura della pelle (detersione, idratazione, protezione solare) e, se opportuno, un piano di trattamento con misurazioni di controllo.
Misurazioni cutanee
Alla fine degli anni Settanta Ramette e Bartoletti formularono il primo protocollo di check-up strumentale della pelle. Oggi comprende:
pH-metria
Un elettrodo misura l’acidità della superficie cutanea.
Sebometria
La quantità di sebo sulla superficie cutanea, misurata con il sebometro.
Corneometria
L’idratazione dello strato corneo, misurata con il corneometro.
Test all’acido lattico
Il test di Ramette per confermare una pelle sensibile.
Dermografismo
Valutazione del grado di reattività cutanea.
Impronta cutanea
Un’immagine tridimensionale della superficie della pelle.
Quando è consigliato il check-up della pelle
È utile farlo presto, dopo la pubertà, per conoscere in tempo il proprio tipo di pelle e le sue difese. Un secondo momento importante è la menopausa, quando i cambiamenti ormonali riducono la produzione di sebo e la cura della pelle va adattata.
Secondo questa metodologia, in giovane età il controllo si ripete ogni due anni, dopo la menopausa una volta all’anno. La raccomandazione finale spetta sempre al Suo medico.
Prima di qualsiasi trattamento, legga la nostra guida per i pazienti.
Guida per i pazienti